L’arte che sorprende: Frank Gonzales

E’ uno di quei rari casi in cui è consigliabile iniziare dalla fine, per risalire una storia come si fa con una strada. Lentamente. Gustando gli anfratti e innamorandosene.

E’ quello che accade a risalire la strada tratteggiata, con cura di pittore, da Frank Gonzales. Americano, ma avremmo potuto anche tacerlo. Pittore giovane, tanto che di lui si sa così poco che ancora è concesso a chi guarda le sue opere, di interpretarle, privo di costrizioni e di certezze.

Attenzione smodata per gli uccelli, malinconico vuoto dei suoi paesaggi, silenziosi grigi per le sue figure umane. E’ questa la realtà che immortala Frank Gonzales, soggetti classici, e chi ha avuto la sfortuna di non osservarli potrebbe dire soggetti-oggetti fin troppo comuni. Ma c’è di più. Ogni sua tela è esplorazione di colori, ricerca di armonia, alchimia di essenze che profumano di buono, anche quando incomplete. E le pennellate di colore, improvvise e inaspettate, catturano e calamitano l’occhio dell’osservatore abituato alle linee regolari, che s’attende e viene smentito imprevedibilmente.

Un arte che lascia il segno. La definirei incompleta, perché tratti d’immagine mancano, sopraffatti da linee sovrapposte. Immagini incomplete sì, ma non incomprensibili, perché consentono d’afferrare l’essenza dell’oggetto-soggetto immortalato e danno spazio all’osservatore d’immaginare. Svegliano la mente pigra di chi guarda, e la costringe ad elaborare. Linee vaghe, non concluse, non chiuse per i suoi pettirossi, che comunque non avremmo dubbio, stanno per spiccare il volo, stanno per cinguettare, o ci guardano incuriositi con la medesima intensità che noi riserviamo a loro.

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Frank Gonzales
IDLE MOTION 1
18″ x 18″ acrilico su tela

Opere vive le sue figure umane, che prendono consistenza lentamente, come proiezioni od ologrammi, che forse indecise su quale particolare forma prendere, si votano al purgatorio dell’incerto.
Figure nelle quali primeggiano le scale di grigi, come foto in bianco e nero, che fermano la perfezione di un sentimento che sta per nascere.
Dinamismo mai assente per i suoi protagonisti pronti ad essere risucchiati da quel medesimo limbo che li ha rigettati.

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Frank Gonzales
MOVING TARGET
carboncino su carta

Dei suoi paesaggi vuoti e colorati diremo che assomigliano a sfondi proposti dal pittore, che attendono d’essere abitati dalla nostra immaginazione, dalla nostra fantasia, in una danza di colori mai scontata. Ed è quasi per caso che l’arancio ci racconti di un albeggiare e il rosso della terra. E dietro la linea nera vedremo l’orizzonte e in quel vago biancheggiare il sole che nasce, sputato dal mare.

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Frank Gonzales
SONAR # 2
11″ x 14″ acrilico su pannello

A passeggiata quasi conclusa, di Frank Gonzales non ci resta che dire che descrive le sue opere come un processo, una costante evoluzione influenzata da miti passati e tendenze moderne pittoriche e musicali. Un perenne costruire e decostruire.
Creazioni le sue che rispettano il patto tacito che venne imposto fra arte e uomo, quello di stimolare emozioni in chi pure distrattamente la guarda.

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Claudia Zedda

Laureata presso l’Università di Cagliari nel corso di Lettere Moderne con indirizzo socio antropologico, ha di recente pubblicato il suo primo libro dal titolo “Creature Fantastiche in Sardegna” e da anni si occupa di scrittura creativa. Collabora con alcuni quotidiani locali, tra i quali l’Unione Sarda e diverse riviste on line. Insegna presso una scuola privata: informatica, letteratura e materie umanistiche in genere.

Commenti

  • giulia
    18 marzo 2009 | Permalink |

    Il talento di un’artista emergente e l’eccezionale capacità espositiva si sono fusi permettendo di trasmettere la pura essenza di un’arte in cui potersi immergere, riconoscere ed emozionare.

  • 18 marzo 2009 | Permalink |

    Ciao Heurema,
    WOW, thank you so much for the write up!!!!! I truly appreciate it. Let’s keep in contact and hopefully collaborate.

    Warmest Regards,
    Frank Gonzales

  • 20 marzo 2009 | Permalink |

    it’s a pleasure that you have read my article, Your art it’s so beautiful and it’s easy to write for it. I hope to write again for you. see you soon. Bye Claudia

  • 20 marzo 2009 | Permalink |

    Grazie mille per il tuo commento Giulia…
    Ai prossimi articoli…

    Ciao Claudia

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